La manovra di rivolgimento fetale: la mia esperienza

La manovra di rivolgimento fetale: la mia esperienza

La manovra di rivolgimento fetale è una procedura sicura ed efficace che può essere utilizzata per aiutare il bambino a spostarsi nella posizione corretta per il parto.

Questa procedura viene in genere eseguita poco prima del parto, quando il bambino si trova nella posizione podalica. È importante, infatti, che il bambino sia nella posizione cefalica (cioè a testa in giù) per ridurre il rischio di complicazioni.

Questo articolo fornisce informazioni su cosa aspettarsi, sul funzionamento della procedura e sulla mia esperienza personale.

Io e il mio compagno siamo stati colti da mille dubbi e incertezze, prima di procedere con la manovra di rivolgimento fetale. Quindi ho deciso di raccontarti la mia testimonianza, affinché tu possa fare la scelta di procedere o no in totale tranquillità.

Che cos’è la manovra di rivolgimento fetale?

La manovra di rivolgimento fetale è una procedura utilizzata per portare il bambino nella posizione corretta per il parto (posizione cefalica). Quando il bambino si trova in una posizione anomala, può aumentare le probabilità di complicazioni durante il travaglio e il parto.

La manovra di rivolgimento fetale viene eseguita solitamente tra la 36 esima (se hai già partorito in precedenza) o la 37 esima settimana di gravidanza e viene eseguita in sala parto o in una sala dedicata al travaglio.

Viene eseguita esercitando una pressione sull’addome della madre con l’obiettivo di portare il bambino dalla posizione podalica a quella cefalica.

Preparazione alla manovra di rivolgimento fetale

Per effettuare la manovra di rivolgimento fetale, è necessario presentarsi al Pronto Soccorso Ostetrico con l’appuntamento già precedentemente programmato dal personale medico, avendo fatto una colazione leggera.

Prima di eseguire la manovra di rivolgimento fetale, l’ostetrica procede nell’effettuare una serie di esami.

Per quanto mi riguarda gli esami svolti sono stati quelli che ti elenco di seguito:

  • Esami preparatori, ECG, visita anestesiologica qualche giorno prima del giorno fissato per effettuare il rivolgimento.
  • Esami del sangue, compresi quelli sulla coagulazione, utili in caso di necessità ad eseguire un taglio cesareo urgente.
  • Il tracciato di circa mezz’ora per monitorare il battito cardiaco del bambino e l’eventuale presenza di contrazioni.
  • L’ecografia ostetrica per verificare la posizione del bambino (podalica), la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta (anteriore o posteriore).
  • Una flebo di liquidi per evitare la disidratazione e la comparsa di contrazioni.
  • Terapia farmacologica con Atosiban 6,7 mg, un farmaco che aiuta a rilassare l’utero in modo da prevenire che si contragga durante la manovra.

Come funziona la manovra di rivolgimento fetale

Un medico specializzato, verificando con l’aiuto di un ostetrica o una specializzanda la posizione del bambino attraverso il monitoraggio cardiotocografico costante, individuerà inizialmente il sedere e la schiena del bambino.

Poi appoggiando una mano sull’addome della gestante, esercita una pressione facendo fare concretamente una capriola al bambino.

Questa procedura non danneggia il bambino. Le fasi esatte variano a seconda delle condizioni della madre.

Per quanto riguarda la mia esperienza la manovra per rivolgimento esterno è riuscita perfettamente, ma abbiamo dovuto provare a ruotare il bambino da tutte e due i lati, perché non aveva alcuna intenzione di collaborare.

Nella maggior parte dei casi, la procedura non è dolorosa. Nella mia esperienza ho sentito solo male in uno specifico momento, verso la fine del rivolgimento, per il resto ho percepito solo fastidio dovuto dalla pressione, ma non posso definirlo male insopportabile.

Poi dipende molto dal grado di percezione del dolore della singola persona.

Cosa aspettarsi dopo la procedura

Alla fine della procedura, viene effettuato nuovamente il tracciato per monitorare il battito del bambino.

Se la manovra avrà successo (tra il 50 e il 60% dei tentativi), si eviterà il parto cesareo ed è possibile che si entri in travaglio entro due settimane. 

Nella mia esperienza l’utero è risultato senza contrazioni. Ho avvertito subito i movimenti fetali che sono risultati regolari. Non ho avuto alcune perdite ematiche e anche il liquido amniotico e la placenta sono rimasti regolari, con il bambino nella posizione cefalica.

In teoria avendo effettuato la manovra di rivolgimento fetale alle 37 esima settimana + 2 il parto può avvenire normalmente fino al completamento della gravidanza.

In caso di dolore, nella lettera di dimissioni, mi è stata prescritta una cura con il paracetamolo. Onestamente con un po’ di riposo mi sono ripresa dai dolori addominali e non ho assunto alcun farmaco.

Le dimissioni sono avvenute subito dopo il tracciato di controllo, quindi dopo circa 4 ore di procedura sono tornata a casa. (Dalle 10.00 del mattino alle 14.00)

Rischi e benefici della manovra di rivolgimento fetale

La manovra di rotazione fetale è una procedura sicura ed efficace. I benefici sono soprattutto l’evitare un parto cesareo, che per quanto in Italia sia molto in voga, è sempre un’operazione nella quale vengono tagliati tutti i tessuti.

Ovviamente se si procede nell’ascoltare i pareri non richiesti di amici e parenti, otterrai solo tanta ansia che ti porterà a non voler procedere con la manovra di rivolgimento fetale .

In effetti, inizialmente io e il mio compagno non eravamo convinti perché il non sapere porta sempre ad avere paura. Poi ragionando tra di noi, senza condividere con nessuno questa scelta, abbiamo deciso di procedere fidandoci dell’ospedale di Varese, nel quale vengono effettuati circa 3000 parti all’anno ed è punto di riferimento in Lombardia in caso di patologie o emergenze per la mamma e il bambino.

Per quanto riguarda i rischi del rivolgimento, online trovi di tutto e di più, ma da quello che mi è stato riferito dai medici dell’ospedale di Varese, le controindicazioni sono poche e si verificano raramente.

Riguardano:

  • l’insorgenza di alterazioni transitorie del battito cardiaco del feto;
  • eventuale sanguinamento vaginale;
  • ancora più raramente il distacco della placenta.

Detto questo, nel caso in cui dovessero esserci complicazioni viene effettuato il cesareo di emergenza.

Alternative alla manovra di rivolgimento fetale

Se la manovra di rotazione fetale ha successo, è possibile che entri in travaglio entro due settimane. Se ciò non accade si procederà con il cesareo.

Manovra di rivolgimento fetale: la mia esperienza

Dopo aver effettuato la manovra il 2 dicembre del 2022 all’Ospedale del Ponte di Varese, posso dirti che sono molto felice della scelta presa.

Ovviamente non sono andata a cuor leggero, ero preoccupata. Ma non perché non mi fidavo dei medici e delle ostetriche, ma solo perché ho sperato fino all’ultimo che andasse tutto per il verso giusto.

I medici mi hanno rassicurato e la dottoressa che mi ha fatto la manovra è stata bravissima. L’ho guardata negli occhi e mi sono fidata subito di lei. Al termine del rivolgimento mi ha salutato esclamando: “Spero di vederla in sala parto!”. Io le ho sorriso e l’ho ringraziata mille volte.

Sono davvero felice di poter procedere con il parto naturale, seppur a sentire amici e parenti, anche senza esperienza di parto cesareo, ti consigliano quest’ultimo per evitare il dolore e le ore di travaglio.

Invece io e il mio compagno vogliamo vivere l’esperienza del parto naturale. Crediamo che sia un momento di unione, soprattutto quando avremo quel piccoletto tra le nostre braccia e potremmo finalmente conoscerlo.

Con questo è tutto! Fammi sapere se questo articolo ti è stato utile, se hai deciso di procedere con la manovra di rivolgimento fetale oppure con il cesareo.

Ci si legge presto!


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2 risposte a “La manovra di rivolgimento fetale: la mia esperienza”

  1. Avatar Laura
    Laura

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza, le tue parole sembravano le stesse mie!
    Il parto Cesareo non ci fa davvero meno mamme, ma come dici anche tu si tratta di vivere l’esperienza del parto naturale, l’attesa e il travaglio con il proprio compagno…grazie perché pensavo di essere egoista a voler a tutti i costi un parto naturale! grazie!

    1. Avatar Angelica Parisi
      Angelica Parisi

      Ciao Laura!

      Le tue parole mi hanno davvero commossa. Sono felice che la mia esperienza abbia rispecchiato la tua e che ti abbia fatto sentire meno sola.

      Hai ragione, il parto cesareo non ci rende meno mamme. È un modo diverso di portare al mondo nostro figlio, a volte necessario per la sicurezza di entrambi.

      Tuttavia, è anche vero che l’esperienza del parto naturale, con l’attesa, il travaglio e il sostegno del proprio compagno, è qualcosa di unico e speciale.

      Non sei egoista a volerlo a tutti i costi! È naturale desiderare di vivere questo momento in modo pieno e consapevole.

      L’importante è essere informate, preparate e serene. Ascolta il tuo corpo, affidati ai medici e scegli la strada che ritieni migliore per te e il tuo bambino.

      Grazie mille per aver condiviso il tuo pensiero. È importante che si parli di queste esperienze, per supportarci a vicenda e abbattere i tabù.

      Un abbraccio, Angelica

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