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Fast Fashion: 30 consigli su come evitarla e salvare il pianeta

La fast fashion è nota come moda “usa e getta” o “da buttare”, perché una volta che un capo passa di moda, si tende a gettarlo via piuttosto che riutilizzarlo o ripararlo. Scopriamo insieme tanti consigli su come evitarla…

Fast Fashion è un termine coniato dal New York Time per descrivere il processo di produzione e di vendita dei capi in solo 15 giorni, quindi in tempi record. Una produzione più veloce e soprattutto a basso costo.

Cosa vuol dire fast fashion

Questo modo rivoluzionario di fare shopping è iniziato negli anni ’90 quando i rivenditori hanno pensato di rendere disponibili i vestiti che normalmente sfilavano solo in passerella, ad un pubblico più ampio.

Ciò ha portato ad un aumento smisurato della produzione e quindi al bisogno di manodopera. Conseguenza di questo cambiamento è stata la creazione di vere e proprie officine di sfruttamento, con condizioni di lavoro pessime.

Con la nascita della fast fashion, lo shopping è diventato una forma di intrattenimento, in cui i consumatori, sentendosi alla moda nell’indossare gli stessi capi visti in passerella, hanno iniziato a scartare con molta più facilità i capi “vecchi” per acquistare quelli di ultima tendenza.

In tutto il mondo, consumiamo oltre 80 miliardi di nuovi capi di abbigliamento in un anno (questo è quattro volte la quantità che consumavamo venti anni fa).

Fast fashion conseguenze e impatto ambientale

Ma l’ascesa della fast fashion non crea solo sprechi, bensì è fondata su cattive condizioni di lavoro per chi produce capi e soprattutto gravi problemi per l’ambiente.

Solo nel 2015, l’industria dell’abbigliamento, ha infatti creato 92 milioni di tonnellate di acque reflue (acque contaminate) portando all’inquinamento delle nostre fonti idriche e del suolo.

Inoltre, l’industria della moda produce circa il 63% dei vestiti da petrolchimici, che includono polimeri plastici. I materiali comuni sono nylon, rayon, viscosa e poliestere.

In aggiunta a questo, ogni volta che un indumento sintetico viene lavato, circa 1900 microfibre vengono rilasciate in acqua. Queste sono poi ingeriti da piccoli pesci, che vengono mangiati da grandi pesci, causando l’introduzione della plastica nella catena alimentare.

Insomma i danni causati dalla fast fashion sono davvero tanti. Per fortuna sembra che in tutto il mondo qualcosa si sta muovendo e sempre più aziende stanno prestando attenzione all’impatto della fast fashion sul nostro pianeta.

Ma non sono solo le grandi aziende e i governi a dover prendere posizione. Il cambiamento puoi farlo tu, a partire da come fai acquisti, da cosa indossi e da come decidi di disfarti di quel capo.

Puoi fare la differenza credimi!

Fash fashion elenco brand da evitare

I brand che supportano la fast fashion sono quelli più famosi, quelli che conosciamo tutti e si sono espansi sul mercato in pochissimo tempo. Di seguito l’elenco dei brand da evitare:

  • Zara
  • H&M
  • Shein
  • Benetton
  • Mango
  • Uniqlo
  • GAP
  • Primark
  • TopShop
  • Missguided
  • Forever 21
  • Zaful
  • Boohoo
  • Fashion Nova

Per riconoscere i brand fast fashion basta osservare alcuni fattori chiave:

  • Migliaia di stili prodotti secondo le ultime tendenze.
  • Tempi di consegna estremamente brevi da quando una tendenza o un capo è visto in passerella a quando è disponibile tra gli scaffali.
  • Quantità limitata di un indumento particolare, questa è un’idea pionieristica di Zara. Con nuovi prodotti in arrivo in negozio ogni giorno in modo tale da spingere il cliente ad acquistare per non perdere quell’occasione.
  • Materiali economici e di bassa qualità come il poliestere, che causano il degrado dei vestiti dopo poche volte che sono stati indossati, in modo tale da gettarli via e acquistarne dei nuovi.

Come combattere la fast fashion: consigli utili

Di seguito alcuni consigli per ridurre il fenomeno della fast fashion e fare del bene al nostro pianeta.

1. Acquista vintage

Uno dei modi migliori per ridurre l’impronta di carbonio del tuo guardaroba e non contribuire alla fast fashion, è quello di acquistare vintage. Di certo anche gli abiti vintage hanno il loro impatto sull’ambiente ma di sicuro è minimo rispetto alla produzione di nuovi capi.

Puoi recarti nei mercatini dell’usato presenti in tutti i paesi oppure cercare nei vari siti online, come per esempio Depop, Vinted, Armadio verde (ora diventato Greenchic), Micolet.

2. Brand locali italiani

Ci sono tante piccole realtà italiane che utilizzano tessuti sostenibili e sono eticamente prodotti. La prossima volta che ti deciderei ad acquistare un indumento, invece di recarti nelle grandi catene distributive, visita un negozio locale e sbircia per sapere se hanno ciò che ti serve. Ti consiglio di dare un’occhiata anche su Etsy applicando il filtro produttori italiani. In questo modo non solo non contribuirai a far aumentare la fast fashion ma sosterrai un brand tutto italiano!

3. Informati prima di acquistare

Questo approccio funziona un po’ come l’etica vegana. Se non sei informato sui fatti, continui a sfruttare gli animali per il cibo, il vestiario e la cosmesi. Ma quando scopri le sofferenze che c’è dietro la produzione di ciò che compri, non puoi più continuare.

Allo stesso modo, prima di spendere i tuoi soldi in vestiti, informati se i tuoi marchi preferiti seguono delle pratiche sostenibili e non contribuiscono alla fast fashion. Per esempio se utilizzano packaging sostenibili e se i lavoratori sono ben pagati. Se queste informazioni non sono reperibili, significa che questo non è un buon segno.

4. Dona i regali indesiderati

Ti può capitare di ricevere in regalo l’ennesimo paio di calzini, sciarpa o cappello. Se ne hai già tanti e non entrano neanche nei cassetti, ti consiglio di cedere questo regalo a chi ne ha più bisogno di te.

5. Affittalo invece di comprarlo

Quante volte ti è capitato di acquistare un vestito per un matrimonio o una qualsiasi festa e dopo averlo indossato una sola volta, di accantonarlo nell’armadio? A me è capitato molte volte, dopodiché ho deciso di acquistare solo vestiti che avrei potuto riutilizzare.

Ma se preferisci non acquistare, allora ti consiglio di affittare. Puoi farlo per qualsiasi oggetto e così anche per l’abbigliamento. In questo modo potrai anche cambiare stile più spesso se ti piace seguire le ultime tendenze.

6. Guarda l’etichetta

Leggendo l’etichetta dei capi, riesce a reperire tantissime informazioni, riguardo soprattutto al fatto se un capo è riciclato o realizzato con materiali organici.

7. Annulla le iscrizioni alla newsletter

450 mila email? A cosa ti servono. Prenditi un po’ di tempo ed elimina le iscrizioni a tutte le newsletter di quei brand che sostengono la fast fashion e che promuovono la moda insostenibile.

Disiscrivendoti dalle email di rivenditori che non si allineano con i tuoi valori, renderai la tua casella di posta più leggera e più piacevole da navigare.

8. Fai sport in modo sostenibile

Quando si svolge un’attività fisica costante, diventa difficile evitare i materiali sintetici. Come la lycra realizzata in poliestere che purtroppo rilascia tantissime microfibre in acqua quando viene lavata.

Ci sono, tuttavia, molti nuovi brand in crescita, che propongono abbigliamento sportivo sostenibile e non supportano la fast fashion. Un esempio è Casagin che produce biancheria intima sostenibile, abbigliamento e costumi da bagno.

I costi della moda sostenibile sportiva non sono per nulla bassi, ma se vogliamo un tessuto di qualità, una catena di lavoro dove i dipendenti vengono pagati in modo onesto e materie prime naturali, di certo il costo economico per produrre quel prodotto aumenta.

L’errore sta nel comprare una maglia o un pantalone a 5 €. Dietro questo costo si cela appunto la fast fashion e condizioni di lavoro atroci.

9. Shopping online

Sempre più persone scelgono di fare acquisti online. Ciò ha delle conseguenze positive e negative. È stato dimostrato, infatti che ricevere a casa i vestiti, aiuta l’ambiente, rispetto a visitare i negozi di persona.

Ciò nonostante, lo shopping online porta ad acquistare senza alcun controllo, sicuramente più di quanto realmente ne abbiamo bisogno. Quindi la prossima volta, prima di aggiungere al carrello un prodotto, valuta bene se quello che stai acquistando ti serve davvero.

In più lo shopping online e soprattutto il reso, crea tanta merce invenduta. Capita spesso che i brand non possono rivendere il prodotto, a causa di un eventuale danneggiamento, quindi se ne liberano, gettandoli nella discarica a discapito dell’ambiente.

In sintesi, quando provi dei vestiti, cerca di fare attenzione a non danneggiarli se poi hai intenzione di restituirli, così ci sarà una maggiore possibilità che possano essere venduti.

10. Visita il negozio

Lo shopping online non è sempre la scelta giusta per l’ambiente, però.
Se vivi o lavori a pochi passi dai negozi, o puoi spostarti con i mezzi pubblici, visitare il negozio di persona è un’opzione molto più green.

In più questo ti permetterà di misurare di persona i vestiti, quindi ridurre i resi.

11. Shopping consapevole

Quando acquisti, è importante rimanere coscienti e consapevoli di quello che si sta acquistando. Ci solo alcuni negozi che hanno l’opzione “one clic” che può portare ad acquisti impulsivi.

Prima di procedere valuta bene di essere sicuro di fare quel determinato acquisto.

12. Siti di scambio

Ci sono un sacco di siti web che consentono di connettersi con altre persone, nelle vicinanze, che hanno intenzione di sbarazzarsi del loro abbigliamento. Queste modalità sono anche gratuite. Basti pensare ai gruppi facebook del “Te lo regalo, se vieni a prenderlo“.

Questa è una modalità perfetta per riciclare e ridurre il fenomeno della fast fashion. Io l’ho utilizzata per regalare i capi in pelle quando ho scelto di non indossare più animali.

13. Diffondi la tua scelta

Informa la tua famiglia e i tuoi amici che hai intrapreso questa strada. Questo affinché non ti vengano regalati doni a te non graditi. Oppure invia a loro una serie di brand dai quali ti farebbe piacere ricevere un regalo. Così possono farti un regalo per cui sia tu che il mondo sarete grati.

Fast fashion comprare o non comprare?

Partendo dal presupposto che non acquisto quasi mai, in quanto ricevo gli abiti che indosso da un’amica di famiglia che ha varie boutique di vestiti, e per seguire le nuove tendenze, ogni stagione aggiorna il suo guardaroba, regalando quello che non usa alla mia famiglia, quando mi trovo di fronte ad un acquisto necessario, cerco di seguire dei principi che ho deciso di condividere con te.

14. Pensa 30 volte prima di acquistare

La regola d’oro quando sei in un negozio e stai scegliendo cosa acquistare, è di pensare se quel capo lo indosserai almeno trenta volte. Se così non fosse, ti suggerisco di posarlo e di lasciare il negozio. Se sei sicuro che quel capo farà parte della tua quotidianità, acquistalo senza troppi rimorsi. Quando invece, devi acquistare per un’occasione speciale, ricorda che puoi sempre affittare o comprare di seconda mano.

15. Crea un guardaroba sostenibile intercambiabile

È molto più facile di quanto tu possa immaginare. Quando acquisti nuovi capi, cerca sempre di abbinarli ad altri già presenti nel tuo guardaroba, in modo tale da creare più look con pochi elementi. Puoi avere dai 10 ai 50 capi, l’importante è riuscire ad abbinarli.

Altro aspetto importante è riuscire a creare abbinamenti anche in stagioni diverse. Per esempio un vestitino a maniche corte, indossato con le calze e una giacca leggera, va bene allo stesso modo nel periodo primaverile o autunnale.

16. Uno dentro, uno fuori

Sì, hai letto bene. Se hai deciso di comprare un nuovo capo da indossare, pensa a che cosa sei disposto a riciclare per far spazio al nuovo indumento. È uno dei consigli che suggerisco per seguire uno stile di vita minimalista, come scrivo nell’articolo Minimalismo come iniziare: gli step da seguire. Avere pochi abiti ti permetterà di spostarti con molta più facilità e viaggiare leggeri.

17. Riduci il tuo guardaroba

Come per tutte le cose nella vita, tranne per il cioccolato e i gelati : ) less is more, ovvero meno è più. Considerato il fatto che ci vogliono circa 2.700 litri di acqua per realizzare una t-shirt, avere meno indumenti non aiuta solo la tua mente e l’ordine in casa, ma anche il pianeta.

Avere meno, può essere veramente liberatorio (meno bucato da piegare, raccogliere, trovare spazio nella cassettiera, ecc.) Quindi creare un guardaroba sostenibile e easy per quanto ti è possibile.

18. Anticipa gli eventi

Anche se le tue intenzioni sono delle migliori, molto spesso capita di fare gli acquisti all’ultimo momento. A me è capitato tantissime volte perché odio fare shopping. Una volta per esempio, ho comprato 2 vestiti da cerimonia. Il primo era addirittura di una taglia più grande, ma stressata per il poco tempo a disposizione, e considerato che era l’ultimo pezzo, l’ho acquistato senza rifletterci troppo. Tornata a casa mi sono subito pentita, conseguenza di ciò ho acquistato un secondo vestito.

Per combattere questa situazione inizia a pensare ai tuoi acquisti in anticipo.

19. Fast Fashion: i tessuti da evitare

Ahimè, non tutti i materiali nascono uguali e alcuni sono particolarmente dannosi per il nostro pianeta. Se ti è possibile, cerca di evitare questi tessuti a meno che non sono necessari per uno scopo funzionale (come rendere il tuo cappotto impermeabile).

  • Rayon
  • Spandex
  • Nylon
  • Acrilico
  • Modal
  • Poliestere

Hanno tutti un elevato impatto ambientale in quanto non sono biodegradabili e realizzati con materiali sintetici che rilasciano micro plastiche una volta lavati.

20. Cotone quello che devi sapere

Non sono solo i materiali artificiali dannosi per l’ambiente ma anche le fibre naturali come il cotone.

Devi sapere che il cotone è la coltura non alimentare più redditizia e diffusa al mondo e l’industria fornisce posti di lavoro per oltre 250 milioni di persone. Ma il modo in cui è tipicamente coltivato non è sostenibile.

La sua produzione richiede enormi quantità di prodotti agrochimici (come fertilizzanti e pesticidi) oltre 20.000 litri di acqua e spesso provoca la distruzione degli habitat e il degrado del suolo.

Ciò significa la distruzione di ecosistemi e che le persone che lavorano in queste aziende sono esposte a sostanze chimiche pericolose.

Naturalmente, è difficile evitare completamente il cotone, ma è importante essere consapevoli di come è stato creato e sapere che ci sono altre opzioni più sostenibili ed etiche.

21. Tessuti sostenibili

Sappiamo cosa evitare, quindi ecco cosa fare! Tutte le fonti di seguito elencate sono sostenibili o si ritiene che abbiano almeno un basso impatto sull’ambiente.

Alcuni sono più facili da trovare e più abbordabili di altri, ma scegliendo solo uno di questi materiali invece di un altro, si sta facendo la differenza.

Dopo tutto, ogni piccolo passo è un aiuto.

  • Canapa
  • Lino
  • Lyocell o Tencel (un’opzione sostenibile realizzata con fibre di legno)
  • Pinatex (un innovativo sostituto in pelle a base di foglie di ananas)

22. Impara a leggere le certificazioni

Un altro modo per capire se stai comprando in modo sostenibile è imparare a leggere le certificazioni che l’industria della moda utilizza.

  • Global Organic Textile Standard (GOTS) è lo standard di lavorazione tessile leader a livello mondiale per le fibre organiche. Quindi ti consiglio di controllare se l’abbigliamento che vuoi acquistare è realizzato con almeno il 70% di fibre organiche.
  • Forest Stewardship Council: abiti realizzati con alberi raccolti in modo sostenibile.
  • Fair Trade and Fair Wear Foundation: abiti creati in condizioni in cui gli operai sono pagati equamente.

23. Coloranti naturali

Molti coloranti tradizionali contengono sostanze chimiche tossiche che necessitano di enormi quantità di acqua per essere prodotti.

Quando lavi i tuoi capi, queste sostanze chimiche vengono rilasciate dal tessuto e inquinano i nostri sistemi idrici, rendendo i coloranti tessili il secondo inquinatore di acqua pulita al mondo.

Per combattere queste statistiche devastanti, cerca indumenti con coloranti naturali e a basso impatto come quelli a base di verdure (come indaco naturale e zafferano), ma fai attenzione ai coloranti di origine animale, come il rosso derivato dalla cocciniglia. Se ti va di approfondire, leggi l’articolo: Ingredienti di origine animale nascosti – Lista completa

Oppure puoi anche optare per i materiali grezzi. Fai attenzione però che i tessuti bianchi puri sono spesso sbiancati con il cloro.

24. Abbigliamento con materiali riciclati

Esistono diverse aziende che stanno investendo nell’abbigliamento realizzato con materiali riciclati. Alcune aziende più grandi come Patagonia, Stella Mccartney, Weekday e Nike stanno iniziando ad utilizzare materiali sostenibili. Ti consiglio di dare un’occhiata ai siti web dei tuoi rivenditori preferiti e locali per vedere se hanno linee create con materiali riciclati.

25. Indossalo di nuovo senza farti problemi

Dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento. Puoi indossare tranquillamente un abito due giorni consecutivi anche perché, diciamocelo, nessuno presta molta attenzione a ciò che indossi.

Indossa i tuoi vestiti almeno due volte e goditi il tempo e l’energia che risparmi la mattina senza doverti preoccupare di quello che hai messo quel giorno.

26. Soldi risparmiati

Purtroppo, il denaro non cresce sugli alberi, e lo sappiamo tutti, così prima di acquistare, chiediti se è necessario spendere quei soldi duramente guadagnati.

È molto facile fare acquisti on-line o nei negozi e spendere più di quanto previsto. Chiediti cosa ti rende più felice: un nuovo maglione a collo alto, una cena speciale, vivere un’esperienza?

27. Un guardaroba sostenibile ha un costo maggiore

Una delle attrattive del fast fashion è quanto sia facile e veloce comprare vestiti, ma se vogliamo fare un cambiamento, dobbiamo avere un po’ di pazienza.

Innanzitutto un guardaroba sostenibile costa molto di più, quindi è necessario risparmiare un po’ per potersi permettere un acquisto in linea con la nostra nuova filosofia di vita.

Gli articoli di qualità sono più costosi da produrre, questo è un dato di fatto. Questo costo aggiuntivo viene poi trasferito al consumatore attraverso un prezzo più elevato.

È quasi impossibile trovare un prodotto sostenibile ad un basso prezzo. Ma pensa che l’acquisto di articoli di migliore qualità significa maggiore durata del capo, quindi potrai acquistare meno articoli e di conseguenza sprecare meno.

28. Acquista con gli sconti

Con lo shopping online non esiste più il periodo dei saldi come nelle boutique. Si può acquistare tutto l’anno.

Nonostante ciò ti consiglio di iscriverti alle newsletter dei tuoi marchi preferiti, in modo da essere il primo a sapere quando i loro prodotti sono scontati. Sai che soddisfazione è acquistare qualcosa di qualità ad un prezzo scontato?

29. Concentrati su come ti senti

Prenditi del tempo per capire come alcuni vestiti ti fanno sentire. Soprattutto quando stai facendo shopping, cerca di capire se quel capo ti fa stare bene o se lo senti scomodo. Se così fosse, è alta la probabilità che tu lo metta da parte nel giro di poche settimane. La prossima volta che sei nel camerino, chiudi gli occhi, conta fino a dieci e rifletti con te stesso prima di acquistare.

30. Rendi nuovo il tuo capo riparandolo

Anche se non inizierai mai a creare vestiti da zero, puoi prenderti dei tuoi vestiti guardando dei tutorial su Youtube e acquistando un kit per ripararli. I vestiti sono a volte abbandonati per piccoli motivi, come una scollatura scomoda, una manica stretta, quindi non aver paura di tirare fuori le forbici.

Impara alcune abilità di base e puoi sostituire bottoni e cerniere, alzare orli, rattoppare parti consumate dei tuoi jeans preferiti per adattarti perfettamente.

La fast fashion è in declino?

Negli ultimi anni sembra che ci siano stati dei cambiamenti nei confronti del fenomeno della fast fashion. Con l’anniversario del crollo del Rana Plaza (24 aprile 2013) e la Fashion Revolution Week, molte persone, di tutto il mondo hanno iniziato a porsi diverse domande come: “Chi ha fatto i miei vestiti?” e “Cosa c’è nei miei vestiti?“.

I Millennials e la Generazione Z sembrano essere diventati più consapevoli verso questo consumismo insensato, costringendo i produttori a diventare più etici, più inclusivi e più liberali.

Anche se dall’altro lato, marchi della fast fashion, come Shein stanno aumentando il loro fatturato in modo esponenziale, perché i giovani sono il loro target di riferimento.

Fast fashion conclusioni

Questi sono solo alcuni consigli per ridurre la fast fashion. Ricorda sempre il mantra: “Compra meno, compra meglio.

E tu cosa fai per ridurre la fast fashion? Hai alcuni consigli da suggerirmi? Se ti va scrivimi nei commenti!


Alcuni consigli sono tratti dal libro Fast Fashion: 101 ways to change how you shop and help save the planet

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Di Angelica Parisi

Angelica Parisi blogger e content creator.
Da piccola realizzavo checklist lunghissime da flaggare. Caratteristica che ancora oggi mi permette di essere precisa nel portare a termine le varie attività lavorative.
Fondatrice di Seevegan.it, blog di ricette e divulgazione del mondo vegano.

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