Consigli di vita

Minimalismo come stile di vita

Minimalismo come stile di vita

Minimalismo esistenziale

Sono sempre stata un’accumulatrice compulsiva seriale . Si l’ho detto e lo confermo. Tra i vecchi ricordi, nelle scatole dimenticate, ho trovato addirittura le vibrisse del mio primo gatto. Conservavo di tutto, forse per non dimenticare. Come se quell’infinità di oggetti potessero tenermi legata al passato, a ciò che è stato e non ci sarà più e come se rappresentassero la mia persona.

Il processo che mi ha portato ad essere minimalista, ed il percorso ancora è molto arduo, è nato inizialmente per esigenza.

Ho traslocato da ben otto case, nove considerando la dimora nella quale sono nata e cresciuta. Accumulavo oggetti senza farmi troppe domande e i traslochi diventavano sempre più complicati e costosi.

Trasportavo da una casa all’altra scatoloni dei quali non conoscevo neanche il contenuto, li portavo con me perché mi appartenevano, credevo di averne bisogno.

Ho bisogno di poco per vivere

Nel tempo mi resi conto che per vivere il quotidiano avevo davvero bisogno di pochissimi oggetti. Utilizzavo sempre la stessa pentola e padella. Possedevo mille tazze ma quella marroncina un po’ sbeccata era l’unica che adoperavo. Indossavo sempre le solite maglie e i pantaloni più comodi. Non amavo le camice e le scarpe con il tacco. Portavo sempre con me uno zainetto marroncino che contenesse il necessario, e lasciavo a casa tutte le altre borse. Avevo riempito casa di libri letti, e conservavo anche quelli di cui non avevo apprezzato il racconto.

Pensavo che gli oggetti mi avrebbero reso felice, collezionare sarebbe stata una passione di cui vantarsi. Sentivo l’esigenza di avere una casa più grande per accumulare di più, ma questo cambiamento mi comportò solo più spese e meno soldi.

Minimalismo come ho iniziato

Poi qualcosa cambiò in me. Morì mio padre e mi crollò il mondo addosso. Mi resi conto della fugacità della vita. Lavorare per comprare e accumulare, per poi abbandonare questa terra da un giorno all’altro senza alcun preavviso. Mio padre morì lasciando una casa di 165 m2 piena di oggetti. Questo avvenimento iniziò a farmi riflettere.

Iniziai a leggere articoli online e conobbi Fiumo Sasaki. Decisi di acquistare il suo libro “Fai spazio nella tua vita” del quale il titolo in inglese è ancora più esaustivo “Goodbye Things” . Il libro fu di grande aiuto, soprattutto per i tempi di risposta a questa nuova filosofia di vita. Una delle 55 regole per disfarsi delle cose si intitola:”Prova a metterti nei panni di un morto”. Proprio quello di cui avevo bisogno. L’autore spiega come sia difficile smaltire gli oggetti posseduti da un defunto, con l’idea di custodire i ricordi. Se fossi io il defunto in questione non vorrei far perdere del tempo a nessuno con tutte le cose ereditate.

Quindi iniziai a seguire le 55 regole più le successive 15 per eliminare ancora più cose. Ad oggi il mio percorso è in continua evoluzione. Non butto per abitudine, ma solo quando mi rendo conto che non serve conservare quel determinato oggetto.

Minimalismo cosa buttare

Iniziai regalando gli abiti che non usavo da più di un anno, vestiti che mi promettevo di indossare l’anno seguente ma che finivano da uno scatolone all’altro. Molti abiti e borse, decisi di portarli al mercatino dell’usato ottenendo anche un guadagno. In aggiunta a questo, optai di regalare i libri letti, quelli iniziati e mai finiti, quelli di cucina non vegana alle biblioteche di Pesaro e Cattolica. Scelsi di conservare solo i libri a me cari, che chiamo le mie “Bibbie”. Mi scrissi al gruppo “Te lo regalo Cattolica” e iniziai a regalare tantissimi oggetti: riviste, elettrodomestici mai usati, scarpe e tante altre piccole cose. Esiste un gruppo facebook per ogni città, cerca il tuo e iscriviti!

Minimalismo digitale

Quando si parla di minimalismo non si fa riferimento soltanto agli oggetti che ci circondano, ma anche all’archiviazione virtuale dei file. Mi spiego. Trascorro circa 10 ore della giornata al computer, creando file e cartelle quotidianamente. I miei hard disk sono colmi di documenti archiviati nel tempo. Attuare una tattica minimalista serve.

In questo periodo ho revisionato cartella per cartella ed eliminato file inutili. File duplicati, immagini non modificate, ebook di cucina di pesce e carne che ormai non fanno più parte della mia alimentazione.

Consigli per una vita minimalista

Guardati intorno e valuta se tutto ciò che ti circonda è necessario o è li perché desideri possederla. Se hai difficoltà ad eliminare qualcosa fotografala, così puoi mantenere vivo il ricordo.

Nel romanzo Fight Club il personaggio Tyler Durden, persona molto critica sull’alienazione dell’uomo moderno e sul consumismo, afferma:

È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa.

Condivido pienamente questo pensiero. Avere poco permette di spostarsi facilmente, e posso confermarlo. Ogni trasloco che ho portato a termine è stato sempre meno impegnativo. Imballare, trasportare, spacchettare, è una forma di stress. La verità dei fatti è che vorrei vivere in una casa ancora più piccola.

Quanto denaro è necessario per vivere? Dipende da ciò che cerchi, da come organizzi la tua vita. Il minimalismo aiuta anche a risparmiare. (Se sei curioso ho scritto un articolo su come fare a risparmiare soldi).

Basta ridurre le cose per abbassare il proprio costo di sussistenza ed essere liberi di andare ovunque.

E ricorda che le cose che ti circondano, non fanno la tua persona. Vivi sereno, fai le tue esperienze e non paragonarti agli altri. Solo così potrai essere felice.


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