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L’Amazzonia è in fiamme: la causa il consumo di cibi animali

Video, foto, post social, articoli su blog, siti vari, testate giornalistiche, notizie al telegiornale. Non si parla di altro. L’ Amazzonia, il polmone del mondo, è in fiamme!

Perché l’Amazzonia brucia?

C’è poco da riflettere o da domandarsi. L’agricoltura industriale, che si basa sullo sfruttamento degli animali, sta disastrosamente esaurendo i tre elementi essenziali da cui dipende: terra, acqua e combustibili fossili.

La causa della distruzione dell’Amazzonia è l’uomo.

Sarebbe difficile immaginare un sistema di produzione alimentare più dispendioso, tossico, disumano, responsabile di malattie e distruttivo della nostra industria dell’allevamento. Oltre a essere vergognosamente violenta verso gli animali imprigionati, e verso gli animali selvatici, i cui habitat vengono distrutti, è fonte di uno spreco illimitato di acqua, petrolio, suolo e sostanze chimiche. Distrugge foreste e oceani. Inquina gravemente la terra, l’acqua e l’aria.

L’80% dei cereali coltivati negli Stati Uniti e circa la metà del pescato vanno sprecati per far diventare miliardi di animali grandi e grassi a sufficienza da poter essere ammazzati con profitto o per la produzione di latticini e uova nelle ingenti quantità richieste dai consumatori.

La maggior parte di noi ha solo una vaga idea dell’enorme quantità di terreno impiegato per coltivare i cereali che vanno ad alimentare maiali, mucche, pecore, uccelli e pesci imprigionati.

Negli Stati Uniti, quasi 840 mila chilometri quadrati di foresta sono stati eliminati per far pascolare il bestiame e coltivare i cereali con cui nutrirlo.

La deforestazione continua, che corrisponde a sette volte quella causata dalla costruzione di strade, case, parcheggi e centri commerciali, si traduce nella perdita di habitat naturale, di diversità genetica, di humus, nella degradazione di fiumi e ruscelli e nell’aumento dell’inquinamento.

L’agricoltura consuma l’85% di tutte le risorse d’acqua dolce statunitensi, principalmente per produrre cibi animali. La produzione giornaliera di cibo per un essere umano onnivoro richiede più di 15 mila litri d’acqua, mentre per un vegano ne bastano meno di 1.100.

L’agricoltura intensiva è insostenibile.

Cosa possiamo fare?

L’Amazzonia è ormai distrutta. Ma non dobbiamo neanche fregarcene. Condividere è importante, ma possiamo fare di più.

Possiamo cambiare stile di vita. Eliminare il consumo di pesce, carne e derivati. Imparare ad amare il nostro pianeta. Considerare gli animali, esseri viventi come noi.

Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.

Toro Seduto

Le fonti del post sono tratte dal libro: Cibo per la pace di Will Tuttle.


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Di Angelica Parisi

Angelica Parisi blogger e content creator.
Da piccola realizzavo checklist lunghissime da flaggare. Caratteristica che ancora oggi mi permette di essere precisa nel portare a termine le varie attività lavorative.
Fondatrice di Seevegan.it, blog di ricette e divulgazione del mondo vegano.